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Festival della Comunicazione Non Ostile

Festival della Comunicazione Non Ostile

Come vi abbiamo anticipato in questo articolo, lo scorso weekend abbiamo avuto il piacere di partecipare al Festival della Comunicazione Non Ostile, organizzato da Parole O_Stili.

Sono stati due giorni estremamente interessanti, utili non solo a ritrovare il giusto peso delle parole e della comunicazione, reale e virtuale, ma anche per comprendere e approfondire il rapporto con le nuove generazioni, sia dal punto di vista personale che da quello aziendale.

Il paradigma del mondo del lavoro è infatti cambiato totalmente.

Sino a qualche manciata di anni fa, l’obiettivo principale di chi cercava lavoro, e di conseguenza l’offerta primaria di chi offriva lavoro, era la stabilità economica. Un posto di lavoro sicuro, che potesse diventare una certezza delle nostre vite e della nostra quotidianità, a cui fidelizzarsi e in cui possibilmente scalare la propria carriera. Sicurezza, stabilità e certezza erano i vettori determinanti del mondo del lavoro.

Oggi invece è tutto cambiato e il fattore economico è passato in secondo piano. Le nuove generazioni cercano accoglienza e inclusività e sono disposti a cambiare, anche molto frequentemente, per trovarle. Il benessere personale, l’etica aziendale e la sostenibilità sono diventati i nuovi cardini che fanno sì che un’azienda diventi d’appeal per la Generazione Z, con cui si intendono i ragazzi nati tra il 1995 e il 2015.

Un cambio di paradigma che induce a più riflessioni.

Dal punto di vista umano è necessario comprendere quali siano state le cause di tale cambiamento: la sicurezza personale è meno importante di altri valori, o c’è la generale sensazione che la stabilità economica sia oramai irraggiungibile?

Dal punto di vista aziendale è chiaro come questo cambiamento sia un’opportunità, che presenta però dei rischi. L’opportunità è quella di dare una forte impronta etica al proprio operato, impegnandosi concretamente a raggiungere obiettivi virtuosi, e non puramente economici, sostituendo il dire con il fare. Il rischio è però di non riuscirci rapidamente o in maniera eclatante, e di non essere in grado di fidelizzare le generazioni più giovani, estremamente propense al turnover, non riuscendo a creare un rapporto di lavoro e fiducia duraturo nel tempo, elemento che ha sempre rappresentato la base della crescita di un’azienda.

In questo contesto sono stati interessanti gli interventi dei tanti esponenti di successo delle nuove generazioni, influencer in particolare, in grado di costruire qualcosa dal nulla e nel rispetto dei valori che abbiamo descritto. Anche in questo caso però, i paradigmi del mondo moderno sono un’arma a doppio taglio: se il web e le nuove tecnologie danno la possibilità di costruire effettivamente qualcosa di nuovo, tra cui anche carriere, al contempo per alcuni possono rappresentare un miraggio, un punto di arrivo apparentemente facile, ma che per forza di cose premierà solo alcuni. Così com’è la carriera sportiva o televisiva sembravano in certi anni l’obiettivo con il più grande rapporto guadagni/divertimento/fatiche, oggi la carriera virtuale rischia di assumere le stesse sfumature. Un qualcosa di nuovo, ma in un certo senso già visto.

Non poteva mancare uno spazio dedicato a tecnologia e intelligenza artificiale, in cui il dibattito è ancora aperto tra chi vede l’AI come un’innovazione che viaggerà parallelamente all’uomo, di cui sarà quindi sempre necessaria una conoscenza tecnica, e chi invece la vede come una tecnologia in grado di sostituire completamente determinate professioni, prevedendo maggiore spazio per gli umanisti.

Certo è che l’intelligenza artificiale, oltre a essere il tema del momento, è forse anche lo strumento del momento, con un utilizzo de vari tool che aumenta di mese in mese. Importante definire quindi, anche dal punto di vista etico e della comunicazione, alcune linee guide per usare tali strumenti in maniera umana, seppur mentre lo facciamo siamo dietro a uno schermo. Importante quindi il Manifesto della Comunicazione Non Ostile, per e con l’Intelligenza Artificiale, che ribadisce come virtuale sia reale e che potete trovare qui

Chiudiamo con Netily, la nuova parola coniata in occasione del Festival, che rappresenta forse la stella polare delle nuove generazioni. Il risultato dei tavoli di lavoro condivisi nel primo giorno, una bella occasione per confrontarsi con altre persone e professionisti su temi importanti, come sostenibilità e inclusività.

Per concludere, il Festival della Comunicazione Non Ostile ci ha dato tanti punti su cui riflettere. Abbiamo preso parte a questa due giorni uscendone certamente arricchiti: come Società Benefit facciamo sicuramente nostra la vision delle nuove generazioni, impegnandoci concretamente a perseguire e raggiungere obiettivi virtuosi. Certamente in questo momento storico la capacità di trasmettere alla Generazione Z questo impegno è un traguardo non facile, ma crediamo che sarà il nostro sforzo quotidiano a dare risultati per noi, e per tutti, nel lungo termine.

Immagine di Alessandro Chiarato

di 

Alessandro Chiarato
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