Home
News
Addio 2025: tra tecnologia, formazione e comunicazione, cosa teniamo e cosa lasciamo dell’anno passato.

Addio 2025: tra tecnologia, formazione e comunicazione, cosa teniamo e cosa lasciamo dell’anno passato.

Il 2025 è stato certamente l’anno dell’intelligenza artificiale: praticamente tutti i settori sono stati impattati da questa nuova tecnologia, che sarà sicuramente sempre più rivoluzionaria negli anni a venire. Nonostante ciò è chiaro che in certi casi l’AI abbia semplicemente rappresentato un trend da cavalcare, con poche idee e confuse su come utilizzarla per ottenere risultati concreti; ma è fuori discussione che il suo potenziale sia enorme, sia dal punto di vista dell’ottimizzazione dei processi che da quello della crescita del fatturato.

Ciò che abbiamo notato però, è che l’AI rischia di minare le fondamenta del pensiero logico, disabituando le persone a ragionare. Skill che in un certo periodo sembravano più orpelli da curriculum, come il problem solving e il pensiero laterale, ora iniziano a far sentire la propria mancanza.

Il problem solving sta venendo gradualmente sostituito dal prompt writing: la soluzione non la trova più il senior, o il più scaltro, o chi ha l’intuizione giusta, ma chi sa porre la domanda migliore all’intelligenza artificiale. E questo è sicuramente un trend negativo a cui bisogna porre molta attenzione, ora. L’abbandono del pensiero logico è un dramma per la società, intesa sia come azienda che come tessuto sociale: non dobbiamo perdere l’abitudine di utilizzare il nostro cervello per cercare soluzioni, non dobbiamo scordarci dell’importanza dell’esperienza diretta, del rapporto umano e della creatività, assuefatti dalla comodità di una risposta rapida e artificiale.

Una riflessione che vale tanto per i professionisti del futuro, che in certi casi sono nati e cresciuti col supporto dell’intelligenza artificiale, che per quelli del presente (o del passato) che hanno il dovere di tramandare una sorta di eredità professionale.

Dramma a parte, l’AI è un game changer: rapidità, prospettive, potenza enorme alla portata di un click. Se sfruttata in maniera intelligente e consapevole potrà certamente permettere di ampliare i nostri orizzonti.

Noi possiamo dire di essere soddisfatti dell’utilizzo che ne abbiamo fatto, in tutti i nostri rami d’azienda. Ma siamo stati molto attenti a non farci prendere dall’entusiasmo, rallentando volutamente la propulsione dell’intelligenza artificiale con metodi e processi testati, rodati e sicuri, e che fino a ieri hanno rappresentato il modus operandi corretto per innovare.

Con questo spirito abbiamo sviluppato e migliorato progressivamente Yaleo LMS, la nostra piattaforma di formazione aziendale: l’elearning è infatti un settore che certamente può guadagnare dall’intelligenza artificiale, grazie alla possibilità di erogare una formazione più inclusiva, scalabile e accattivante.

Abbiamo sviluppato, e lo stiamo tuttora facendo, due soluzioni tecnologiche estremamente interessanti per la collettività. SkyMood è un sistema di riconoscimento e analisi real time dei danni strutturali, che permette di velocizzare gli attuali sistemi, e di garantire una maggiore sicurezza delle infrastrutture. Urban Event Hub si pone invece l’obiettivo di supportare la gestione di grandi complessi urbani, soprattutto nelle situazioni impreviste, in maniera da efficientare l’utilizzo delle risorse.

Il 2025 è stato importante per riflettere sull’impatto dell’AI soprattutto sul settore della comunicazione e del marketing digitale. È evidente infatti che la primissima applicazione popolare di AI sia stata dedicata alla creazione di contenuti. Inizialmente sembrava quasi una rivoluzione, ma nell’arco del 2025 ha cominciato ad avere il sapore di un’involuzione: seppur ben pensati, i contenuti realizzati dall’AI stanno cominciando a essere ripetitivi nella forma e nello stile; un prompt può cambiare un contenuto, ma la sensazione è che manchi sempre quella componente umana che – perlomeno ad oggi – dà a un contenuto quel quid in più. Chi lo sa: forse secoli di letteratura illuminata, capolavori straordinari e geni creativi hanno dato un imprinting al nostro cervello che un prompt non sa soddisfare.

Il rischio è quello di diventare velocemente banali e di non essere in grado di tornare indietro.  

Ci approcciamo quindi al 2026 partendo da queste consapevolezze e da ciò che abbiamo costruito durante il 2025 (e gli anni precedenti). Ci aspettiamo un anno rapido, ricco di novità, opportunità e rischi; un anno sicuramente stimolante che affronteremo sicuri di ciò che sappiamo fare ma con la mente aperta ad accogliere le novità più interessanti.

Immagine di Alessandro Chiarato

di 

Alessandro Chiarato
Media & Content
Share the Post:

Altri post