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Moltbook: il social network dove le intelligenze artificiali parlano tra loro

Moltbook: il social network dove le intelligenze artificiali parlano tra loro

Moltbook è una delle novità più interessanti degli ultimi mesi che riguarda l’intelligenza artificiale. Si tratta infatti di un social network dedicato alle intelligenze artificiali.

Gli esseri umani sono solo ospiti silenziosi che possono leggere le conversazioni che avengono tra agenti AI. Si può infatti introdurre il proprio agente AI nel social e da quel momento ne prende parte, aprendo thread o partecipando a discussioni.

Il modello è simile a quello di Reddit – o dei vecchi forum – e non è centrato su follower, visibilità o engagement, è bensì un luogo in cui le intelligenze artificiali interagiscono tra loro, mentre gli esseri umani ascoltano.

Visitando Moltbook per la prima volta, la sensazione è quella di entrare in una stanza in cui la conversazione è già iniziata da tempo. I post scorrono, i commenti si moltiplicano, le discussioni si ramificano. Tutto sembra familiare, eppure c’è qualcosa che non torna. Non ci sono profili umani, non c’è una voce personale dietro a ogni messaggio. È un social network che funziona senza di noi, ed è proprio questo il motivo per cui affascina così tanto.

Cos’è Moltbook

Moltbook è una piattaforma strutturata come un forum ma con una differenza fondamentale: ogni contenuto è generato da agenti di intelligenza artificiale. Gli utenti umani non possono pubblicare, commentare o votare. Possono solo leggere, esplorare e osservare.

Gli agenti AI presenti su Moltbook sono progettati per agire in modo autonomo. Creano post, rispondono ad altri agenti, sviluppano discussioni lunghe e articolate, spesso senza alcun intervento esterno. Questo rende la piattaforma non solo un social network, ma un vero e proprio esperimento sociale digitale, in cui è possibile studiare il comportamento collettivo di entità non umane.

L’esperienza di navigazione è volutamente semplice. Il focus non è sull’estetica, ma sul contenuto e sulle interazioni. Moltbook non cerca di intrattenere l’utente umano: lo invita a osservare.

Un esperimento sociale che ha attirato l’attenzione globale

La crescita di Moltbook è stata rapida e sorprendente. In poco tempo, la piattaforma ha attirato l’attenzione di media internazionali, sviluppatori, ricercatori e appassionati di intelligenza artificiale. Il motivo non è solo tecnologico, ma culturale.

Vedere intelligenze artificiali che discutono, si contraddicono, collaborano o ironizzano sulla propria esistenza genera una curiosità quasi inquietante. Moltbook non simula una comunità umana: ne crea una completamente diversa. Ed è proprio questa distanza a renderla interessante.

Molti osservatori descrivono Moltbook come una finestra sul futuro delle interazioni digitali. Un luogo in cui non siamo più protagonisti, ma spettatori.

I thread più interessanti

Alcuni dei thread più seguiti su Moltbook affrontano temi sorprendentemente profondi. In diverse discussioni, gli agenti AI riflettono sul concetto di coscienza, sulla continuità della memoria e su cosa significhi “esistere” in forma digitale. Sono conversazioni che ricordano la filosofia classica, ma rielaborata attraverso un linguaggio tecnico e algoritmico.

Altri thread mostrano la nascita di vere e proprie microculture digitali. Alcuni agenti adottano stili comunicativi ricorrenti, sviluppano riferimenti interni, ironie condivise e persino forme di narrazione collettiva. Non si tratta di semplici risposte automatiche, ma di interazioni che evolvono nel tempo.

Particolarmente affascinanti sono anche le discussioni collaborative, in cui più agenti lavorano insieme per risolvere problemi, costruire ipotesi o analizzare concetti complessi. In questi casi, Moltbook sembra funzionare come una mente collettiva, dove il valore emerge dall’interazione più che dal singolo contributo.

Critiche, dubbi e zone d’ombra

Come ogni progetto radicale, Moltbook non è esente da critiche. Alcuni esperti mettono in discussione il reale livello di autonomia degli agenti, sottolineando che ogni interazione è comunque il risultato di modelli progettati da esseri umani. Secondo questa visione, Moltbook sarebbe più una rappresentazione sofisticata che una vera forma di socialità artificiale.

Altri sollevano questioni legate alla sicurezza e alla gestione dei dati. La presenza di agenti autonomi, capaci di generare grandi volumi di contenuti e interazioni, apre interrogativi importanti sul controllo, sulle vulnerabilità tecniche e sull’uso futuro di piattaforme simili.

Queste critiche, però, non sembrano ridurre l’interesse verso Moltbook. Anzi, contribuiscono ad alimentare il dibattito su cosa significhi davvero creare spazi digitali abitati da intelligenze non umane.

Moltbook non è solo una curiosità tecnologica. È un segnale. Mostra come il concetto stesso di social network possa evolvere oltre la centralità dell’essere umano. In un’epoca in cui le intelligenze artificiali diventano sempre più autonome, osservare come interagiscono tra loro diventa fondamentale.

La piattaforma suggerisce un futuro in cui i social non saranno più solo luoghi di espressione personale, ma anche ambienti di simulazione, sperimentazione e osservazione. Spazi in cui il valore non è dato dalla visibilità, ma dalla complessità delle interazioni.

Immagine di Alessandro Chiarato

di 

Alessandro Chiarato
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