Per Viasky, il Moodle Moot, la conferenza della community open source di Moodle LMS, si conferma essere un osservatorio privilegiato sull’evoluzione degli strumenti di gestione della formazione digitale, il knowledge management e la comunicazione interna alle organizzazioni. Dall’incontro emerge con chiarezza come il settore stia attraversando una fase di profonda trasformazione, guidata da cambiamenti tecnologici, culturali e organizzativi.
Formazione è cambiamento
Il primo elemento rilevante riguarda il rafforzamento del settore education, con un’attenzione crescente verso adolescenti, giovani-adulti e adulti. La formazione non è più erogazione di contenuti in contesti scolastici, universitari e aziendali tradizionali, ma diventa un processo continuo che accompagna le persone lungo tutto l’arco della vita. È essa stessa, per motivi ontologici, cambiamento. In questo scenario, gli LMS come Moodle LMS si confermano mediatori di modelli di apprendimento flessibili, personalizzati e scalabili.
In questo contesto l’AI fa da padrona, mentre si osserva uno spostamento di focus dall’AI generativa all’AI agentica. Lo scorso anno l’attenzione era concentrata sulla capacità dell’intelligenza artificiale di generare contenuti; oggi l’interesse si sposta verso sistemi in grado di agire, orchestrare processi, supportare decisioni e interagire in modo più strutturato con utenti e dati.
I nuovi attori dei processi formativi
Un tema ricorrente emerso dalla conferenza è la crescente ricerca di soluzioni AI orientate al supporto di studenti, docenti e amministratori. L’AI non è più vista come uno strumento sperimentale o riservato agli specialisti IT, ma come un abilitatore concreto dei processi formativi e gestionali. Un attore “di per sé”, “una voce nel coro”, un “Agente”. I dati sono il linguaggio condiviso con gli agenti umani. Dalla personalizzazione dei percorsi di apprendimento al supporto alla progettazione didattica, fino all’automazione delle attività amministrative, l’obiettivo è ridurre la complessità e aumentare l’efficacia.
In questo senso, i dati non sono solo un sottoprodotto delle piattaforme digitali, ma diventano il principale motore del cambiamento.
La glocalizzazione continua
Negli anni passati, tecnologie come il cloud computing, l’IoT e la micronizzazione dei dispositivi e dei contenuti (ad esempio dei learning object) hanno permesso di avviare processi di glocalizzazione: soluzioni globali adattabili a contesti locali. Oggi, l’AI sembra raccogliere questa eredità.
Sebbene l’intelligenza artificiale richieda risorse di calcolo fortemente centralizzate, i suoi effetti si manifestano a livello glocale, consentendo un efficientamento dei processi formativi che tiene conto delle specificità locali, dei bisogni individuali e dei contesti organizzativi. È una nuova forma di glocalizzazione: globale nell’infrastruttura, locale nell’impatto.
Gli approcci data-driven diventano quindi fondamentali per la sostenibilità. Da un lato, in una fase di cambiamento permettono scelte science-based, in cui alla macchina è concessa l’intuizione, nel senso di approssimazione, e all’umano quella della scelta scientifica e la coscienza valoriale, basata su evidenze e non su intuizioni. Dall’altro, perché rendono possibile una reale interoperabilità uomo–macchina, in cui persone e sistemi intelligenti collaborano utilizzando un linguaggio comune, per quanto perfettibile: i dati.
La rimediazione delle tecnologie e il ruolo dell’umano
Infine, come storicamente avviene, le nuove tecnologie si introducono attraverso processi di “rimediazione”. Se solo un anno fa l’AI veniva utilizzata prevalentemente a scopi esplorativi, si potrebbe dire “ludici”, oggi assistiamo allo sviluppo di soluzioni capaci di rimediare processi esistenti, integrandosi nei flussi di lavoro attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale e delle automazioni.
Il fine, però, non è la rimediazione. Il prossimo anno potrebbe segnare il passaggio verso AI che assumono ruoli, per così dire, “di per sé”, diventando veri e propri agenti specializzati. In questo scenario, paradossalmente, l’AI non sostituisce l’umano, ma ne restituisce lo specifico: la capacità critica, la visione strategica, la responsabilità decisionale, la consapevolezza evolutiva e la funzione psico-sociale.
Per Viasky, partecipare alla community Moodle significa essere parte attiva di questa trasformazione, contribuendo a costruire un ecosistema aperto, sostenibile e realmente orientato alle persone, dove tecnologia, dati e competenze umane trovano un nuovo equilibrio.


