Dal 9 all’11 giugno 2026 Reggio Calabria ospita Habitare 2050 – Living in Cities, Thinking about Housing, Making by Digital, evento satellite del New European Bauhaus Festival (NEB) che riunisce università, istituzioni, imprese, ricercatori e innovatori attorno a una delle sfide più importanti del nostro tempo: ripensare il modo in cui vivremo, costruiremo e governeremo le città del futuro.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di trasformare il territorio in un laboratorio aperto di sperimentazione, mettendo in dialogo ricerca scientifica, innovazione tecnologica e partecipazione delle comunità. In linea con i principi del New European Bauhaus – Beautiful, Sustainable, Together – Habitare 2050 considera il digitale non come un fine, ma come uno strumento per costruire modelli di sviluppo più inclusivi, sostenibili e orientati alle persone.
Per tre giorni, l’Università Mediterranea di Reggio Calabria e il borgo di Podargoni diventano il cuore di una riflessione internazionale sull’abitare contemporaneo. Tra forum scientifici, workshop, sperimentazioni sul campo e un innovativo Hackathon territoriale, l’evento propone una visione concreta di come le tecnologie digitali possano supportare la transizione ecologica, la governance urbana e la valorizzazione dei territori.
Habitare 2050: una visione integrata tra città, tecnologia e comunità
Habitare 2050 rappresenta molto più di una conferenza accademica. È una piattaforma multidisciplinare che mette in relazione urbanistica, architettura, sostenibilità ambientale, innovazione digitale e partecipazione sociale.
Il progetto nasce dalla consapevolezza che le città del futuro dovranno affrontare sfide sempre più complesse: cambiamenti climatici, consumo energetico, inclusione sociale, gestione delle risorse e rigenerazione dei territori fragili. Per questo motivo Habitare 2050 propone un approccio integrato in cui la tecnologia diventa infrastruttura abilitante per supportare processi decisionali più efficaci e modelli di sviluppo realmente sostenibili.
Il borgo di Podargoni, nel cuore dell’area metropolitana reggina, diventa il caso studio sul quale sperimentare nuove metodologie di analisi e progettazione. Attraverso rilievi digitali, monitoraggi ambientali, modelli tridimensionali e simulazioni avanzate, il territorio viene trasformato in un vero e proprio laboratorio vivente capace di generare dati, conoscenza e soluzioni replicabili.
L’obiettivo finale è costruire modelli di governance territoriale che possano essere applicati anche ad altri contesti urbani e rurali, favorendo la nascita di comunità più resilienti, connesse e preparate alle sfide del futuro.
Il New European Bauhaus: bellezza, sostenibilità e inclusione
Habitare 2050 si inserisce nel quadro strategico del New European Bauhaus (NEB), iniziativa promossa dalla Commissione Europea per accompagnare la transizione ecologica e digitale attraverso un approccio culturale e progettuale innovativo.
Il NEB nasce per tradurre gli obiettivi del Green Deal Europeo in esperienze concrete capaci di migliorare la qualità della vita delle persone. Al centro vi sono tre valori fondamentali:
Beautiful: promuovere qualità estetica, identità culturale e benessere degli spazi;
Sustainable: favorire soluzioni compatibili con gli obiettivi climatici e ambientali;
Together: costruire processi partecipativi e inclusivi che coinvolgano cittadini, istituzioni e imprese.
In questo contesto, Habitare 2050 rappresenta un esempio concreto di applicazione dei principi NEB. L’evento mette infatti in relazione ricerca scientifica, innovazione tecnologica e comunità locali per sviluppare soluzioni orientate alla sostenibilità e alla rigenerazione territoriale.
La scelta di operare all’interno di un borgo storico come Podargoni assume inoltre un forte valore simbolico: dimostrare che la trasformazione digitale può diventare uno strumento per valorizzare il patrimonio esistente, contrastare lo spopolamento e generare nuove opportunità di sviluppo.
L’Hackathon: quando la visione diventa azione
Il cuore operativo di Habitare 2050 è rappresentato dall’Hackathon, una grande esperienza di co-design territoriale che mette in connessione ricercatori, studenti, professionisti e partner tecnologici attraverso un innovativo “Ponte Digitale” tra l’Università Mediterranea e il borgo di Podargoni.
L’obiettivo è lavorare in tempo reale su un modello tridimensionale condiviso del territorio, alimentato da rilievi sul campo, sensori IoT, termografie, laser scanner e strumenti di monitoraggio ambientale. Le informazioni raccolte vengono elaborate simultaneamente dai team multidisciplinari che sviluppano scenari e soluzioni progettuali.
I lavori sono organizzati in quattro tavoli tematici:
Energia e transizione energetica
Analisi del fabbisogno energetico del borgo e progettazione di soluzioni per comunità energetiche rinnovabili e sistemi fotovoltaici integrati.
Involucro e mitigazione termica
Studio delle isole di calore e sviluppo di strategie per aumentare il comfort ambientale attraverso sistemi di ombreggiamento e infrastrutture verdi.
Spazio pubblico e materiali
Valutazione dell’impatto ambientale delle pavimentazioni e simulazione di materiali innovativi a ridotta impronta carbonica.
Comfort microclimatico
Monitoraggio delle condizioni ambientali dei vicoli e progettazione di infrastrutture climatiche digitali orientate al benessere delle persone.
Il risultato finale è la costruzione di un Digital Twin del borgo, una replica digitale dinamica capace di supportare decisioni strategiche, manutenzione urbana, monitoraggio ambientale e nuovi modelli di governance territoriale.
Mood: il digitale come strumento per comprendere e progettare il territorio
Tra gli elementi più innovativi presentati nell’ambito di Habitare 2050 vi è Mood, il progetto sviluppato da ViaSky che interpreta il digitale come uno strumento capace di mettere in relazione dati, territorio e processi decisionali.
Mood nasce dalla consapevolezza che le sfide dell’abitare contemporaneo richiedono una conoscenza sempre più approfondita dei luoghi e delle loro trasformazioni. Per questo il progetto utilizza tecnologie avanzate di acquisizione, modellazione e analisi dei dati territoriali per costruire rappresentazioni digitali dinamiche del patrimonio urbano ed edilizio. Attraverso rilievi, modelli tridimensionali, Digital Twin e piattaforme interoperabili, informazioni complesse vengono trasformate in strumenti concreti a supporto della progettazione, della gestione e della rigenerazione sostenibile dei territori.
Nel contesto di Habitare 2050, Mood assume un ruolo particolarmente significativo perché consente di collegare la ricerca scientifica con la sperimentazione applicata. I dati raccolti durante l’Hackathon nel borgo di Podargoni diventano infatti la base per costruire scenari, simulazioni e modelli interpretativi utili a comprendere fenomeni legati all’energia, al comfort climatico, all’accessibilità e alla qualità dello spazio costruito.
L’obiettivo non è soltanto descrivere il presente, ma creare le condizioni per immaginare nuove forme dell’abitare capaci di adattarsi ai cambiamenti climatici, valorizzare le identità locali e migliorare la qualità della vita delle comunità. In questa prospettiva Mood rappresenta un punto di incontro tra innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e sviluppo territoriale, contribuendo a trasformare il digitale in una vera infrastruttura abilitante per città e territori più resilienti, inclusivi e human-centered.
Viasky Società Benefit: tecnologia, innovazione e connessioni per il territorio
La partecipazione all’evento come partner tecnologico, per ViaSky rappresenta una naturale estensione della mission aziendale: utilizzare tecnologie avanzate, infrastrutture digitali e processi innovativi per creare connessioni tra persone, comunità e opportunità di sviluppo.
Durante l’Hackathon, ViaSky svolge un ruolo strategico nella realizzazione del “Ponte Digitale” che collega il borgo di Podargoni con l’Università Mediterranea. Attraverso il supporto tecnico-scientifico, le attività di rilievo in tempo reale e la gestione dei flussi informativi, l’azienda contribuisce alla costruzione di un ecosistema digitale capace di trasformare i dati raccolti sul territorio in conoscenza utile per la progettazione.
L’esperienza di Habitare 2050 si inserisce pienamente nella visione di ViaSky: promuovere innovazione sostenibile, favorire processi collaborativi e supportare la nascita di modelli di sviluppo inclusivi e orientati al benessere delle comunità.
Come Società Benefit, ViaSky interpreta la tecnologia come strumento per generare valore condiviso, contribuendo alla costruzione di territori più intelligenti, resilienti e connessi.
Il programma dell’evento: tre giorni tra visione, sperimentazione e prospettive future
Habitare 2050 si sviluppa attraverso un percorso articolato in tre giornate.
La prima giornata è dedicata al Forum Internazionale, momento di confronto tra accademici, professionisti, istituzioni e imprese sui temi dell’abitare contemporaneo, della sostenibilità e dell’innovazione digitale.
La seconda giornata è interamente riservata all’Hackathon, durante il quale il Ponte Digitale collega in tempo reale Università e borgo di Podargoni, consentendo ai team multidisciplinari di lavorare simultaneamente sui dati raccolti sul campo.
La terza giornata, denominata Meet-Up & Fair, rappresenta il momento conclusivo dell’iniziativa. I risultati dei tavoli di lavoro vengono presentati a stakeholder, istituzioni e comunità locali attraverso sessioni di pitching, dimostrazioni tecnologiche e momenti di confronto aperto.
Questo percorso consente di trasformare una riflessione teorica in sperimentazione concreta, generando idee, prototipi e modelli capaci di contribuire alla costruzione di nuove strategie per l’abitare del futuro.


