Grande novità nel panorama del digital marketing: dalla fine di agosto anche in Italia è possibile fare pubblicità su ChatGPT. “Nasce” infatti OpenAI Ads Manager, la piattaforma per creare inserzioni all’interno delle conversazioni con una delle intelligenze artificiali più utilizzate ad oggi, ChatGPT.
In questo articolo ti raccontiamo come funziona, le prime impressioni e le potenzialità di OpenAI Ads Manager
All’apparenza la solita piattaforma
Dal punto di vista tecnico, OpenAI Ads Manager ricorda una versione semplificata di piattaforme gestionali che conosciamo bene, come Meta Business Suite o Google Ads.
La piattaforma è infatti abbastanza immediata, sia nella creazione delle inserzioni che nella loro gestione, permettendo di monitorare una serie di metriche e KPI e di ritoccare le proprie campagne.
Nulla di particolarmente nuovo dal punto di vista tecnico, con una logica molto simile a Google Ads per quanto riguarda la gestione del budget: si può scegliere se spendere il proprio denaro per copertura – per cui con un certo budget ci si garantiscono un certo numero di visualizzazioni – o per clic – man mano che gli utenti cliccano sul nostro annuncio spendiamo i nostri soldi.
Un sistema quindi già visto, che certamente va affinato dato che siamo ancora in fase Beta.
Una logica nuova
La principale differenza da Google Ads è che mentre questo ragiona per keyword, per cui l’annuncio compare quando l’utente cerca delle parole chiave che abbiamo scelto in fase di setup, OpenAI Ads ragiona in base al contenuto della conversazione.
Gli stessi sistemi in grado di analizzare e rispondere alle domande degli utenti sono in grado anche di comprendere quando un annuncio è pertinente con una conversazione.
Meno controllo sull’andamento dell’inserzione, ma potenzialmente maggiore impatto.
“Si sente” che siamo ancora in fase Beta, ed è normale che sia così dopo una manciata di giorni dal rilascio, perché ad esempio non è ben chiaro il costo per clic dei nostri annunci: mentre su Google Ads era ben indicato il CPC di ogni specifica keyword, che varia a seconda dei settori, dei volumi e del potenziale ritorno, su OpenAI questo (importantissimo) costo non è indicato, per cui non si ha il controllo dei risultati che si possono ottenere.
Ma siamo certi che le cose cambieranno molto rapidamente, anche perché il budget minimo di 25€ al giorno per le campagne impone un minimo di spiegazione agli inserzionisti su come stanno spendendo i loro soldi.
B2B o B2C
La logica di OpenAI Ads Manager è abbastanza semplice: la stessa AI ti aiuta a creare l’anteprima di un’inserzione partendo dall’inserimento di un link, questa può poi essere completamente personalizzata.
L’annuncio compare alla fine di una conversazione se l’AI lo ritiene pertinente.
C’è un però: gli account “pro” di OpenAI sono liberi da inserzioni, per cui i nostri annunci compariranno solo su account gratuiti.
Si presume quindi che la pubblicità su OpenAI al momento possa avere maggiori posizionamenti e impatto per il B2C, più che per il B2B. Probabilmente una buona percentuale di account aziendali ha una propria versione di OpenAI a pagamento, per cui sarà complesso arrivare alle aziende con le proprie inserzioni su ChatGPT. Tuttavia nel contesto B2C si tratta di uno strumento di advertising molto interessante, e che certamente siamo curiosi di approfondire.
Una nuova logica del funnel?
Ritornando ai concetti di marketing più tradizionali, è probabile che verrà fatta parecchia letteratura in merito ai funnel d’acquisto nell’epoca dell’AI.
Vari momenti del processo d’acquisto, che vanno dall’interesse stesso per un determinato prodotto, passando dall’approfondimento delle caratteristiche di quel prodotto sino al desiderio, e forse all’acquisto, potranno essere concentrati in un unico canale.
Al momento siamo in fase Beta e sicuramente sarà necessario un po’ di rodaggio per evitare di riempire – anche – questa piattaforma di pubblicità, ma si tratta certamente di una di quelle novità che non vanno ignorate, soprattutto dagli addetti ai lavori.


