Nel mondo della formazione, la progettazione dei percorsi di apprendimento è fondamentale. Da decenni, la tassonomia di Bloom guida educatori e formatori nel definire obiettivi didattici. Tuttavia, con l’evoluzione delle esigenze educative e l’espansione dell’eLearning, è emersa la necessità di modelli più dinamici e trasformativi, ed è qui che entra in gioco la tassonomia di Fink.
Vediamo quali sono le principali differenze tra i due modelli, quali sono gli elementi di innovazione introdotti da Fink e perché la sua tassonomia è particolarmente adatta al mondo del digital learning.
Tassonomia di Bloom: un approccio gerarchico
La tassonomia di Bloom è una classificazione degli obiettivi educativi elaborata da un gruppo di psicologi guidati da Benjamin Bloom nel 1956. È uno strumento fondamentale in ambito didattico, poiché aiuta a progettare e valutare attività formative in modo coerente e progressivo. La tassonomia è organizzata in modo gerarchico e descrive diversi livelli di cognizione, ciascuno dei quali richiede un livello crescente di abilità intellettive. Viene solitamente rappresentata come una piramide di apprendimento alla cui base vi è l’abilità più facile da raggiungere e al vertice la più complessa. Per ciascun gradino della piramide e delle relative abilità sono poi associati verbi del relativo campo semantico.
Partendo dal più basso al più alto, i sei gradini della scala sono:
- Conoscenza (ricordare fatti)
- Comprensione (interpretare informazioni)
- Applicazione (utilizzare le conoscenze in nuovi contesti)
- Analisi (scomporre le informazioni)
- Sintesi (riunire elementi per creare qualcosa di nuovo)
- Valutazione (giudicare il valore di qualcosa)
Nella definizione degli obiettivi, i verbi associati a queste abilità sono:
ABILITÀ | VERBI | ESEMPI |
Conoscenza | Ricordare, Definire, Identificare, Memorizzare, Ripetere, Descrivere | Descrivere i principi della scuola monetarista; Conoscere gli elementi fondamentali del marketing |
Comprensione | Classificare, Descrivere, Spiegare, Riconoscere, Tradurre, Interpretare, Confrontare, Comprendere, Capire, Afferrare | Interpretare il Risorgimento Italiano nell’ambito dei progetti nazionalistici europei; Confrontare il ruolo dell’inflazione nelle principali scuole di politica economica |
Applicazione | Implementare, Eseguire, Risolvere, Applicare, Usare, Preparare | Risolvere il problema presentato nel case study; Preparare un’offerta tipo per una gara d’appalto europea |
Analisi | Analizzare, Riconoscere, Distinguere, Approfondire, Esaminare, Soppesare, Differenziare, Comparare, Mettere in relazione | Analizzare il comportamento di un circuito elettrico formato da più resistenze alla luce della legge di Ohm; Mettere in relazione la nascita delle maggiori teorie macroeconomiche con le situazioni di crisi dell’economia mondiale |
Sintesi | Organizzare, Creare, Pianificare, Integrare, Ricostruire, Assemblare, Sviluppare | Organizzare il processo di sviluppo di un nuovo prodotto; Ricostruire le tappe storiche principali che condussero all’unità d’Italia |
Valutazione | Valutare, Giudicare, Verificare, Argomentare, Sostenere | Giudicare l’efficacia della disciplina europea sugli appalti pubblici nel ridurre le infiltrazioni criminose; Scegliere la strategia di marketing più adatta all’azienda del caso rappresentato |
Bloom si concentra soprattutto sugli aspetti cognitivi dell’apprendimento, e il percorso è lineare e sequenziale: non puoi “analizzare” senza prima “conoscere”.
La revisione di Anderson & Krathwohl
Nel 2001, Lorin Anderson (ex studente di Bloom) e David Krathwohl hanno rivisto la tassonomia, introducendo importanti novità. I sostantivi sono stati trasformati in verbi (per riflettere l’azione), l’ordine gerarchico è stato leggermente modificato ed è stata introdotta una dimensione della conoscenza parallela alla dimensione cognitiva. I nuovi sei livelli sono pertanto:
- Ricordare (Remember)
- Comprendere (Understand)
- Applicare (Apply)
- Analizzare (Analyze)
- Valutare (Evaluate)
- Creare (Create) – a cui si associano i verbi disegnare, assemblare, costruire, creare, sviluppare, formulare
Questa versione rende la tassonomia più adatta alla progettazione di attività didattiche moderne, anche in ambienti digitali e creativi.
Tassonomia di Fink: la nascita del significant learning
La tassonomia dell’apprendimento significativo di Fink, proposta nel 2003, rappresenta un cambiamento radicale, essendo alternativa e complementare a quella di Bloom. Invece di proporre una scala gerarchica, Fink offre una visione olistico-integrativa, centrata sull’impatto trasformativo dell’apprendimento. Egli introduce sei dimensioni interconnesse:
- Conoscenze di base
- Applicazione
- Integrazione
- Dimensione umana
- Cura
- Imparare a imparare
Queste dimensioni non sono ordinate in modo gerarchico: si influenzano reciprocamente, creando un apprendimento più ricco e profondo.
Fink sposta dunque il focus dall’accumulare nozioni al cambiare profondamente lo studente: nei comportamenti, nei valori e nella consapevolezza di sé. Si parla infatti di apprendimento trasformativo, perché sottende una evoluzione in chi impara. In questo percorso di crescita, la cura e la dimensione umana sono componenti chiave. Se uno studente sente un legame emotivo con ciò che apprende, sarà più motivato e il suo apprendimento sarà più duraturo. La connessione tra discipline, contesti ed esperienze personali, da lui promosse, preparano gli studenti a risolvere problemi complessi nella vita reale.
Attraverso imparare a imparare, gli studenti diventano apprendenti permanenti, capaci di adattarsi ai cambiamenti continui del mondo moderno.
Elemento | Tassonomia di Bloom | Tassonomia di Fink |
Struttura | Gerarchica (sequenziale) | Interattiva (dimensioni integrate) |
Focus | Sviluppo cognitivo | Sviluppo cognitivo, emotivo e personale |
Finalità | Acquisire conoscenze e abilità | Trasformare l’individuo attraverso l’apprendimento |
Emozioni e valori | Non considerati | Centrali (cura, dimensione umana) |
Apprendimento autonomo | Poco sviluppato | Fortemente incoraggiato (imparare a imparare) |
Perché applicare la tassonomia di Fink nell’eLearning
L’eLearning richiede coinvolgimento attivo, autonomia e applicazione pratica. Ed è proprio su questi elementi che la tassonomia di Fink si dimostra perfetta:
- Motivazione interna: integrando emozioni e valori, i corsi online diventano più coinvolgenti.
- Apprendimento personalizzato: favorendo la crescita personale, l’elearning diventa più rilevante per ogni studente.
- Competenze trasversali: l’integrazione aiuta gli studenti ad applicare ciò che apprendono in diversi contesti lavorativi e sociali.
- Crescita continua: “imparare a imparare” è essenziale in un mondo dove le competenze devono essere aggiornate continuamente.
Moodle: quando l’approccio integrato incontra l’LMS
Se la Tassonomia di Bloom ha rappresentato una pietra miliare nella didattica tradizionale, quella di Fink ne costituisce una naturale evoluzione, particolarmente adatta ai contesti educativi contemporanei, come l’eLearning. Moodle, in questo senso, si dimostra uno strumento estremamente flessibile, capace di accogliere e tradurre le sei dimensioni dell’apprendimento significativo proposte da Fink in funzionalità concrete. Ogni categoria può infatti trovare un corrispettivo nei diversi strumenti della piattaforma, favorendo una progettazione didattica più coerente, efficace e integrata. Va tuttavia sottolineato che tali associazioni non sono rigide: ogni strumento può contribuire a più dimensioni, riflettendo l’interconnessione su cui si fonda l’intero modello.
La conoscenza fondamentale, che include fatti, concetti e nozioni essenziali, costituisce la base su cui costruire ulteriori competenze. In Moodle, questo tipo di apprendimento può essere sviluppato e verificato attraverso l’attività Quiz, che consente una valutazione automatica e personalizzabile, con diversi tipi di domande e feedback immediati per favorire l’autovalutazione.
La dimensione dell’applicazione si concretizza quando gli studenti mettono in pratica ciò che hanno appreso, attraverso esercitazioni o risoluzione di problemi. Moodle propone strumenti come il Database, che consente a docenti e studenti di creare e consultare collezioni di contenuti personalizzabili, arricchite da testo, immagini, file, link e altri elementi.
L’integrazione riguarda la capacità di connettere idee, discipline e conoscenze pregresse. In Moodle, il glossario rappresenta uno strumento ideale per stimolare questo tipo di apprendimento: collaborativo e dinamico, consente agli studenti di costruire insieme il significato dei termini del corso. L’uso dei gruppi e dell’attività di scelta del gruppo favorisce ulteriormente la cooperazione e la costruzione condivisa della conoscenza, grazie a un’organizzazione più flessibile e orientata agli interessi individuali.
La dimensione umana coinvolge la riflessione su sé stessi e sugli altri, promuovendo consapevolezza personale e relazionale. Moodle risponde a questa esigenza con strumenti di comunicazione sincrona — come videoconferenze, chat e stanze per sottogruppi — che permettono interazioni autentiche e partecipazione attiva anche a distanza.
La categoria della Cura richiama l’aspetto emotivo e motivazionale dell’apprendimento. Non si tratta solo di trasmettere contenuti, ma anche di stimolare l’interesse e l’impegno degli studenti. Moodle mette a disposizione strumenti come l’attività Scelta, utile per raccogliere opinioni o preferenze, e badge e certificati digitali, che riconoscono i traguardi raggiunti e incentivano una partecipazione più coinvolta.
Infine, imparare a imparare riguarda lo sviluppo della metacognizione e dell’autonomia nello studio. L’obiettivo è aiutare gli studenti a diventare consapevoli del proprio processo di apprendimento e a continuare a formarsi anche oltre il corso. Moodle supporta questa dimensione con la risorsa Libro, utile per organizzare in modo chiaro obiettivi, strategie e suggerimenti pratici. Le impostazioni di Completamento attività e Restrizioni di accesso permettono inoltre di guidare gli studenti lungo un percorso formativo ordinato e progressivo.
Questo approccio consente agli educatori di progettare corsi che non solo trasmettono contenuti, ma che stimolano anche la riflessione personale, l’applicazione pratica, l’interconnessione tra saperi e lo sviluppo di competenze trasversali, stimolando il cambiamento. In un’epoca in cui l’apprendimento online è sempre più diffuso, adottare un modello pedagogico che valorizzi l’interazione tra le diverse dimensioni dell’apprendimento è fondamentale. Moodle, con le sue funzionalità versatili, si presta perfettamente a supportare questa visione, offrendo agli studenti esperienze formative che non solo arricchiscono il loro bagaglio di conoscenze, ma che influenzano positivamente il loro sviluppo personale e professionale.
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